Nome un pò altisonante per una pianta, ma non se è il bonsai è una favola!!!
Materiale di alto livello per un maestro conosciuto per la sua minuziosa cura per i dettagli e per la indiscussa capacità da coltivatore!
Due piccole fotografie di un suo famoso bonsai!
Febbraio 2001

Febbraio 2010… il Re!

Riporto quindi un’ articolo di Frisoni riguardante la sua nuova sfida!!!
“ Un nuovo olmo campestre e una nuova sfida a 360° nella coltivazione, nella tecnica e nel tempo.
Una pianta interessante nella sua particolarità, nella sua coltivazione già avanzata e nella sua misura che non supera i 45 cm. ideale per avere nel tempo un bonsai ben definito in ogni suo particolare.
Bene vediamo subito allora il Principe, chiamato così perchè il Re (che tutti conosciamo) è più vecchio come coltivazione.



Un tronco veramente particolare..

Veniamo allora hai primi interventi da effettuare preparandola per la primavera e successivamente alla defogliazione di fine maggio-primi di giugno.
Partendo dalla base eliminiamo il muschio che si arrampica su per il tronco.

Possiamo usare la tecnica che si usa sui pini per eliminare il muschio senza rovinare la corteccia. Si brucia leggermente e poi si stacca con le pinzette.

Questo è il risultato che si ottiene senza intaccare la corteccia.

Ora passiamo a quel verde che che avvolge tutto il tronco

Qui usiamo la tecnica specifica per le azalee per eliminare l'alga. Con un pennello spennelliamo più volte aceto di vino, questo corrode e tira via questo fastidioso colore.

Se persiste come in questo caso, usiamo uno spazzolino da denti intinto nell'aceto, dopo aver spazzolato delicatamente tutto il tronco passiamo con un getto di acqua e poi ripetiamo l'operazione fino a che non avremo ottenuto quello che desideriamo. L'aceto di vino non nuoce alla pianta ma per sicurezza proteggiamo il pane radicale con del nailon evitando cosi che goccioli nelle radici.
Fatto questo passiamo al posizionamento dei rami con tiranti, qualche filo e una buona potatura di formazione per prepararla all'esplosione primaverile.

Con la potatura vengono eliminati tutti quei rami e rametti che incrociano, che vanno verso il basso e dimezzati se sono troppo lunghi.
Si guarda anche allo spessore dei rami lasciandoli mano in mano che si sale sempre di dimetro più piccoli eliminando quelli grossi e ripartendo con quelli più fini aiutandoci per metterli in posizione con un pò di filo.

Per ora ci fermiamo qui aspettando la primavera e il mese di giugno per la defogliazione controllando così il filo e i nuovi rami cresciuti per poi potarli ulteriormente. C'è ancora qualcosa che non mi convince nella ramificazione in alto a dx, ma la riprenderò a tempo dovuto.
Un buon regime di concimazione farà la sua parte
Ora mettiamola fuori nel giardino a godersi l'inverno e l'aspettata primavera ”










